domenica 4 novembre 2007

w juve

in questo blog non ho mai parlato di calcio, ma questa volta farò un'eccezione, in attesa di juve inter, sto tremando, nessuno di voi sa che io sono juventino, sono riuscito a mantenere il segreto fino ad oggi, ma poi ha dovuto "cacciarlo" spero che chi di voi sia di altre squadre non si arrabbi, soprattutto se è inerista, comunque per quanti non onoscono a fondo la mia squadra del cuore: la juventus, ne riporto la biografia di wikipedia:

Le Origini


L'officina dei fratelli Enrico ed Eugenio Canfari, prima sede sociale.
« 'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. »
(Frammento del documento autografo di Enrico Francesco Canfari, 1879-1915, uno dei fondatori e secondo presidente della Juventus FC, incontrato nel 1914 alla Città di Torino e pubblicato dalla rivista istituzionale della società torinese Hurrà Juventus il 26 dicembre 1915.)
Il 1° novembre 1897 nasce a Torino lo Sport Club Juventus grazie all'idea di alcuni studenti del liceo D'Azeglio, tra i quali Eugenio ed Enrico Canfari, che erano soliti ritrovarsi su una panchina (oggi gelosamente custodita nella sede della società). La prima maglia era rosa, con cravatta o papillon, e nel 1903 divenne bianconera. Il primo presidente della storia bianconera fu Eugenio Canfari per volere di suo fratello Enrico (che morirà al fronte durante la Prima Guerra Mondiale).
Il primo quarto di secolo


I primi bianconeri Campioni d'Italia nel 1905.
Nel 1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus, la società si iscrive al suo primo campionato nazionale, ma viene subito eliminata, dovendo affrontare avversari molto più preparati di lei. Ma già dopo soli 5 anni arriva il primo scudetto, in seguito a un palpitante finale (terza finale consecutiva in campionato) a tre contro US Milanese e Genoa. Il presidente era a quel tempo lo svizzero Alfred Dick, che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio, decise di lasciare la società, e quasi per ripicca fondò il Torino F.C. 1906. In quegli anni e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Juventus dovette però accontentarsi di un posto di secondo piano rispetto alle altre potenze calcistiche, in particolar modo il Casale e il Pro Vercelli. Nel 1913 la squadra, insieme ad altre cinque, si classifica ultima nel suo girone ed evita la Seconda Categoria grazie a una manovra diplomatica di un suo furbo dirigente.
Con la fine della Grande Guerra una Juventus rinata grazie ai suoi presidenti Giovanni Hess e Corrado Corradini, tra 1914 e 1920, compì grandi passi in avanti nel campionato nazionale fornendo anche alcuni giocatori alla Nazionale maggiore.
Il sodalizio con gli Agnelli e il Quinquennio d'Oro


Formazione durante il Quinquennio d'Oro (1931-1935).
Dal 24 luglio 1923 il nome della Juventus è saldamente legato a quello della famiglia Agnelli con Edoardo, figlio del fondatore della FIAT, presidente della società. In quella Juventus esordisce in prima squadra il portiere Giampiero Combi. Poi, con l'arrivo di giocatori come Federico Munerati, Virginio Rosetta, Carlo Bigatto I, tra gli altri, i bianconeri vincono il loro secondo scudetto nella stagione 1925-26. In quegli anni la società bianconera comincia a dimostrare di essere una nuova potenza calcistica e, con allenatore Carlo Carcano e i nuovi arrivi Umberto Caligaris, Giovanni Ferrari, Felice Placido Borel II, Mario Varglien I, Giovanni Varglien II e i calciatori d'origine argentina Raimundo Orsi e Luis Monti, entra nella storia del calcio italiano vincendo cinque scudetti consecutivi (dalla stagione 1930-31 alla stagione 1934-35), record storico del calcio italiano ancora oggi.
Ben nove giocatori di quella squadra fanno parte della Nazionale di Vittorio Pozzo, campione del mondo nel 1934. In campo internazionale la Juventus approda alla Coppa Europa Centrale (o Mitropa Cup) ma, per ben quattro anni consecutivi si ferma alle semifinali. Durante il cosiddetto "Quinquennio d'Oro", precisamente nel 1933, la Juventus fa il suo ingresso allo Stadio Comunale (l'attuale Stadio Olimpico di Torino), nel quale verranno scritte pagine indimenticabili della storia bianconera. Il 14 luglio 1935, in un incidente aereo davanti al porto di Genova, perde la vita il presidente bianconero Edoardo Agnelli: bisognerà aspettare ben 12 anni prima di rivedere un membro della famiglia Agnelli alla guida della Juventus.
Archiviato il "Quinquennio d'Oro" (la prima età d'oro della società bianconera) ci si avvia ad un periodo meno ricco di vittorie, che si concluderà con il secondo conflitto mondiale e con la conseguente sospensione del campionato nel 1944 e nel 1945. Al posto dei vecchi campioni della terza decade del XX secolo - che, ad eccezione di Monti e di Borel II, lasciano la squadra o per un'altra società o per fine carriera - arrivano nuovi campioni del calibro di Alfredo Foni, di Pietro Rava, dell'albanese Riza Lushta e di Teobaldo Depetrini.
In questo periodo non si registrano vittorie in campionato, ma solo un secondo posto nella stagione 1937-38 e due vittorie in Coppa Italia: nel 1938 (per la prima volta, in concomitanza con il secondo titolo mondiale degli azzurri), e nel 1942, rispettivamente contro il Torino e il Milan.
Il dopoguerra e la prima stella


La formazione della prima Stella d'Oro nel 1958.
Nel 1947 Gianni Agnelli diventa presidente della Juventus Football Club [11], in sostituzione di Pietro Dusio, e resterà alla guida della squadra fino al 1953. Inizia un nuovo periodo di vittorie: soltanto quindici anni dopo la Juventus vincerà un altro scudetto (stagione 1949-50, il primo scudetto post-guerra della società), grazie anche al supporto di nuovi campioni, come Carlo Parola, i danesi Karl Aage Præst e John Hansen e, in particolar modo, Giampiero Boniperti. Nel frattempo (1959) la squadra vince la sua terza Coppa Italia.
Nel 1956, su consiglio di Gianni Agnelli, che lo affiancherà, diviene presidente suo fratello Umberto. Con lui si apre un nuovo ciclo di vittorie, grazie anche a nuovi campioni come il gallese John Charles e l'argentino di origine italiana Omar Sivori (primo calciatore juventino a conquistare il Pallone d'oro nel 1961). La Juventus conquista altri tre scudetti nelle stagioni 1957-58 (il decimo, che le dà diritto di fregiarsi della Stella d'oro al Merito Sportivo), 1959-60 e 1960-61 e due Coppe Italia nelle stagioni 1958-59 e 1959-60.
Il Ciclo Leggendario (1972-1986)


Celebrazioni per il quindicesimo scudetto nella stagione 1972/73.
Nel 1960 Umberto Agnelli lascia la presidenza. Nel 1966-67, con Vittore Catella presidente e Heriberto Herrera, d'origine paraguayana, allenatore (uno dei precursori del calcio totale in Italia), la Juventus conquista il suo tredicesimo scudetto: la società juventina si appresta così a trascorrere uno dei periodi più gloriosi della sua storia: "Il Ciclo Leggendario" (la seconda età d'oro della società bianconera).
Il 13 luglio 1971 Giampiero Boniperti, ex simbolo della squadra, diventa presidente. Chiamò ad allenare la squadra prima il ceco Čestmír Vycpálek, poi l'ex calciatore juventino Carlo Parola ed infine l'ex giocatore milanista Giovanni Trapattoni, quasi al debutto come allenatore. In quegli anni la Juventus si avvale di grandi campioni, tra i quali Dino Zoff, Roberto Bettega (proveniente dalle giovanili), Franco Causio, Claudio Gentile, Pietro Anastasi, Josè Altafini, Antonello Cuccureddu, Romeo Benetti, Roberto Boninsegna, Giuseppe Furino, Marco Tardelli, Antonio Cabrini e, soprattutto, il capitano di tante battaglie Gaetano Scirea, e successivamente il francese Michel Platini, Liam Brady, Zbigniew Boniek, Paolo Rossi, il portiere Stefano Tacconi e Massimo Bonini; vinsero nove scudetti in quindici anni (1971-72, 1972-73, 1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84 e 1985-86), conquistando la seconda Stella d'oro al Merito Sportivo, e ponendosi alla ribalta europea e mondiale vincendo tutte le coppe internazionali ufficiali[7], (la Coppa UEFA, senza calciatori stranieri, il 18 maggio 1977 a Bilbao contro l'Athletic Club, la Coppa delle Coppe il 16 maggio 1984 a Basilea, sconfiggendo il Porto per 2-1, la Supercoppa Europea il 16 gennaio 1985 a Torino contro il Liverpool, superato 2-0, la Coppa dei Campioni, nella sua terza finale, il 29 maggio 1985, battendo ancora il Liverpool per 1-0 nella tragica notte dell'Heysel, e la Coppa Intercontinentale conquistata a Tokyo l'8 dicembre 1985 contro l'Argentinos Juniors, 2-2 il risultato dopo i tempi supplementari e 6-4 dopo i rigori). La Juventus entra nella storia del calcio europeo come la prima società a centrare il Grande Slam (ossia ad aver vinto le 3 principali coppe europee), ricevendo dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee la Targa UEFA (The UEFA Plaque) nel 1987.
I primi anni novanta
Dopo quattro anni senza trofei, con Vittorio Caissotti di Chiusano presidente, nel 1990, anno dell'inaugurazione dello Stadio delle Alpi, la Juventus allenata da Dino Zoff conquista la Coppa Italia per l'ottava volta e la Coppa UEFA. Nella stagione successiva Zoff lasciò il posto all'emergente allenatore Gigi Maifredi, il quale, nonostante l'arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto Baggio (futuro Pallone d'oro nel 1993), Júlio César, Paolo Di Canio e Jürgen Kohler, non solo non vinse nulla, ma non riuscì neanche a portare la squadra oltre il settimo posto in campionato: dopo ventotto anni, la Juve non si qualificò per nessuna competizione europea.
Con il ritorno di Trapattoni, la Juventus vinse la Coppa UEFA nel 1993 con una squadra che comprendeva, tra gli altri, Roberto Baggio, Andreas Möller, Gianluca Vialli -diventato il nuovo idolo della tifoseria- ed Antonio Conte.


Francobollo commemorativo della vittoria juventina in Champions League (1996).
Gli anni della triade
Nell'estate del 1994 si volta pagina con l'arrivo ai vertici della triade Bettega-Giraudo-Moggi e dell'allenatore Marcello Lippi. Grazie a giocatori del calibro di Alessandro Del Piero, Gianluca Pessotto, Fabrizio Ravanelli, Angelo Peruzzi, Didier Deschamps, Ciro Ferrara e Paulo Sousa inizia un nuovo ciclo. Lippi riesce a conquistare lo scudetto già nella stagione di esordio, nel campionato stagione 1994-1995. La stagione del ventitreesimo titolo bianconero, il primo dopo nove anni, è caratterizzata anche dalla nona affermazione in Coppa Italia, vinta dopo aver sconfitto il Parma nella doppia finale.
Nella stagione 1995-1996 la Juventus torna sulla vetta calcistica continentale dopo undici anni, trionfando nella Champions League il 22 maggio 1996, nella finale dello Stadio Olimpico di Roma contro l'Ajax. In campionato si piazzano secondi dietro al Milan. Pochi mesi più tardi, il 26 novembre a Tokyo, i bianconeri conquistano anche la Coppa Intercontinentale contro il River Plate, grazie ad un gol di Del Piero. Nel 1997 i torinesi proseguono la serie di successi mettendo in bacheca la Supercoppa Europea, vinta ai danni del Paris Saint-Germain (6-1 al Parco dei Principi di Parigi e 3-1 a Palermo).
Sempre con Lippi in panchina, ma con nuovi campioni come Zinédine Zidane, Edgar Davids e Paolo Montero, i bianconeri conquistano altri due scudetti nel 1996-1997, battendo il Parma in un testa a testa, e nel 1997-1998, dopo un campionato segnato da molte polemiche per una serie di controverse decisioni arbitrali, come la decisione di non assegnare un calcio di rigore per un fallo ai danni di Ronaldo nello scontro diretto contro l'Inter alla quartultima giornata. Nelle medesime stagioni, la squadra raggiunge per due volte la finale di Champions League, perdendole rispettivamente contro il Borussia Dortmund ed il Real Madrid.
Nell'estate del 1998 Zdeněk Zeman, all'epoca allenatore della Roma, rilascia dichiarazioni molto pesanti circa il possibile uso di sostanze dopanti da parte dei giocatori juventini, citando in particolare Vialli e Del Piero: sulla base delle sue dichiarazioni il procuratore di Torino, Guariniello, apre un'inchiesta che porta in primo grado all'accertamento di un comportamento irregolare della società e del suo medico, Agricola; in secondo grado tale sentenza viene ribaltata e il processo d'appello termina senza aver accertato l'esistenza del reato. La sentenza della Cassazione del 2007 ha poi annullato la precedente, di fatto riconoscendo i casi di doping passati a giudizio e la responsabilità diretta di Giraudo e Agricola, ma senza poter più far rifare il processo d'appello a causa della scadenza dei termini di prescrizione. La stagione 1998-99 è segnata dal grave infortunio patito da Alessandro Del Piero nella partita contro l'Udinese, ad Udine, in un momento in cui la Juventus era sola in testa alla classifica, e dall'addio di Lippi, che abbandona dopo la brutta sconfitta interna con il Parma (2-4). Prende il suo posto Carlo Ancelotti, ma non riesce a portare la squadra oltre il settimo posto in campionato (perdendo lo spareggio per la Coppa UEFA e qualificandosi per la Coppa Intertoto contro l'Udinese, 0-0 in Friuli e 1-1 a Torino) però ad un punto dal quarto posto del Parma e arrivando a una sfortunata semifinale con il Manchester United in Champions League (1-1 all'Old Trafford, 2-3 a Torino).
Nella stagione 1999-2000 la Juventus di Ancelotti vince una nuova competizione internazionale[7] : la Coppa Intertoto[3] e proprio da qui, dopo una campagna acquisti in sordina, riparte la squadra bianconera, snobbata dai pronostici e descritta ormai come alla fine di un ciclo. Nella stagione 1999-2000 perde uno scudetto che sembrava già vinto (aveva 9 punti di vantaggio a poche giornate dalla fine), venendo superata all'ultima giornata dalla Lazio, dopo la sconfitta a Perugia (su un campo allagato da un violento nubifragio abbattutosi sul capoluogo umbro nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo ma, nonostante questo, l'arbitro Collina volle farla disputare ad ogni costo) e nella stagione successiva arriva seconda dietro la Roma di due punti, dopo aver tentato il sorpasso nello scontro diretto di Torino finito 2-2, dopo la rimonta dei giallorossi.
Lippi torna alla guida dei bianconeri nel campionato 2001-02 e può contare su una squadra rafforzata dagli innesti di campioni del calibro di Gianluigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedvěd. Il tecnico toscano conduce la formazione torinese alla conquista di un altro scudetto, scavalcando l'Inter all'ultima giornata in quello che i tifosi bianconeri ricordano come il "Cinque Maggio", e della Supercoppa Italiana. Nella stessa stagione la Juventus è battuta in finale di Coppa Italia dal Parma. Nella stagione 2002-03 la Juventus vince il suo ventisettesimo scudetto e arriva per la settima volta alla finale della Champions League, che perde 2-3 ai calci di rigore contro il Milan, nella prima edizione della Champions League con due finaliste italiane.
La stagione 2003-04 è avara di soddisfazioni. Si vocifera da tempo del probabile passaggio di Marcello Lippi sulla panchina della Nazionale. Dopo una partenza lanciata con la vittoria della Supercoppa Italiana ai rigori contro il Milan, i bianconeri falliscono uno dietro l'altro tutti gli obiettivi stagionali, anche per via di molti infortuni. In campionato la squadra si piazza terza e non è coinvolta nella lotta per il titolo, appannaggio di Milan e Roma. In Coppa Italia la Juventus è finalista perdente contro la Lazio. L'annata è ricordata anche per il Pallone d'oro conferito a Nedvěd in dicembre.
Il 28 maggio 2004 arriva, a sorpresa, sulla panchina bianconera Fabio Capello, ex centrocampista degli anni Settanta. Con lui arrivano a Torino calciatori del calibro di Emerson, Fabio Cannavaro, Patrick Vieira e Zlatan Ibrahimović. Con lui in panchina la Juventus ottiene altri due primi posti al termine dei campionati 2004-05 (in seguito revocato) e 2005-06 (in seguito assegnato d'ufficio all'Inter). Come conseguenza del comportamento antisportivo (art. 1 del regolamento) accertato in tutti i gradi di giudizio dalle sentenze della giustizia sportiva nell'ambito dello scandalo definito Calciopoli, la società viene retrocessa in serie B con 30 punti di penalizzazione, successivamente ridotti a 17 dalla Corte d'appello e infine ridotti a 9 dall'arbitrato del CONI. Per effetto della retrocessione, avviene una vera e propria diaspora di campioni, che non vogliono proprio saperne di giocare nella serie cadetta: oltre all'allenatore Capello, che è il primo a dare immediatamente le dimissioni per andare ad allenare il Real Madrid, fanno le valigie Cannavaro ed Emerson (anche loro al Real Madrid), Thuram e Zambrotta (Barcellona), Ibrahimovic e Vieira (Inter), e Mutu (Fiorentina).
La serie B ed il ritorno in A
Partita con una penalizzazione di 17 punti, ridotta poi a 9, e dopo aver a lungo condotto la classifica della serie cadetta, il 19 maggio 2007 la Juventus, sotto la guida tecnica dell'ex calciatore bianconero Didier Deschamps, nella partita vinta allo stadio Comunale di Arezzo contro l'omonima squadra per 1-5, allenata tra l'altro dall'ex capitano juventino Antonio Conte, raggiunge la matematica promozione in Serie A con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. Nella partita successiva, il 26 maggio 2007 all'Olimpico di Torino, i bianconeri ottengono anche matematicamente il primo posto finale in seguito alla vittoria per 2-0 sul Mantova. Quella stessa sera l'allenatore francese Didier Deschamps risolve consensualmente il contratto con la società. La guida tecnica passa, fino al termine del campionato, all'allenatore in seconda Giancarlo Corradini. Il 4 giugno 2007 viene ufficializzato il nome del nuovo allenatore, Claudio Ranieri, divenuto tale dal 1° luglio 2007. Sotto la sua guida la Juventus ambisce a ritornare in tempi brevi una squadra di vertice, anche con acquisti di notevole spessore (Vincenzo Iaquinta, Hasan Salihamidžić, Zdeněk Grygera, Tiago Mendes, Sergio Bernardo Almirón, Jorge Andrade), e grazie soprattutto al prolungamento dei contratti dei suoi giocatori più rappresentativi (Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Mauro Camoranesi, David Trézéguet e Pavel Nedvěd).
Cronistoria

Cronistoria della Juventus Football Club
1897 Fondazione dello Sport Club Juventus il 1° novembre a Torino [12]. Adotta come divisa una maglia rosa con cravatta nera e calzoncini nere.
1898 Non prende parte al campionato nazionale.
1899 Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus [12]. Non prende parte al campionato nazionale.
1900 Partecipa al III Campionato Federale di Prima Categoria (il suo primo campionato a gironi). Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione.
1901 1^ nel Girone Eliminatorio Piemontese, arriva fino alle semifinali del Campionato Federale. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, ricevendo il Gonfalone e la Medaglia del Municipio dalla Città di Torino.
1902 2^ nel Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione e la Coppa Città di Torino.
1903 Adotta la attuale divisa composta di una maglia a strisce bianconere e calzoncini bianche. 1^ nelle eliminatorie nazionali, finalista del Campionato Federale. Vince la Coppa Città di Torino.
1904 1^ nelle eliminatorie nazionali, finalista del Campionato Federale. Vince la Palla d’Argento Henry Dapples, il Torneo di Trino Vercellese e la Coppa Universitaria.
1905 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince il Torneo di Seconda Categoria (o Campionato di Squadre Riserve) e la Coppa Luigi Bozino.
1906 Dimmisione societaria e fondazione del Foot-Ball Club Torino. 2^ nel Girone Finale del Campionato Federale per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio a Milano col Milan. Vince la Coppa Luigi Bozino.
1907 2^ nel Girone Eliminatorio Piemontese.
1908 Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley. Ritirata dal Girone Unico del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni.
1909 Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley. 3^ nelle eliminatorie Piemontesi del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni.
1909/10 3^ nel Girone Unico Nazionale.
1910/11 9^ [13] nella classifica finale del Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese o Torneo Maggiore [14].
1911/12 8^ nella classifica finale del Torneo Maggiore.
1912/13 6^ [13] nel Girone Piemontese e ammesa nel Girone Lombardo.
1913/14 2^ nel Girone Lombardo e 4^ nel Girone Finale del Campionato dell’Alta Italia.
1914/15 2^ nel Gruppo B del Campionato dell'Alta Italia e 2^ [15] nel Girone A delle semifinali interregionali.
1915/16 1^ nel Girone Piemontese Occidentale (o Girone Piemonte A) e 2^ nel Girone finale della Coppa Federale di calcio.
1919/20 1^ nel Gruppo A Piemontese, 1^ nel Girone B delle semifinali interregionali e 2^ nella classifica finale del Campionato dell’Alta Italia.
1920/21 4^ nel Gruppo A del Girone Eliminatorio Piemontese.
1921/22 4^ nel Girone A della Lega Nord del Campionato C.C.I. (Confederazione Calcistica Italiana), 6^ [16] nel Girone finale del Campionato C.C.I.
1922/23 Sodalizio della Juventus con la famiglia Agnelli il 24 luglio 1923. 5^ nel Girone B della Lega Nord.
1923/24 6^ [17] nel Girone A della Lega Nord.
1924/25 3^ [18] nel Girone B della Lega Nord.
1925/26 Vince il Campionato italiano di Lega.
1926/27 1^ nel Girone A della Divisione Nazionale e 3^ nel Girone Finale. Arriva fino al quarto turno eliminatorio [19] di Coppa Italia.
1927/28 2^ nel Girone B della Divisione Nazionale e 4^ [20] nel Girone Finale.
1928/29 2^ nel Girone B della Divisione Nazionale e 3^ nel Girone Finale. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell’Europa Centrale (o Mitropa Cup).
La Juventus fu ammessa alla Serie A [21] del Campionato a Girone Unico, istituito dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Leandro Arpinati, nel luglio 1929.
1929/30 3^ in Serie A.
1930/31 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell’Europa Centrale.
1931/32 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale [22] della Coppa dell’Europa Centrale.
1932/33 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
1933/34 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
1934/35 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
1935/36 5^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
1936/37 5^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1937/38 2^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
1938/39 8^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1939/40 3^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
1940/41 5^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1941/42 6^ in Serie A. Vince la Coppa Italia.

1942/43 Prende il nome di Juve Cisitalia [11]. 3^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
1944 2^ nel Girone Eliminatorio Ligure-Piemontese e 2^ nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese delle semifinali del Campionato di Guerra.
1945/46 Cambia denominazione e assume l'attuale nome di Juventus Football Club. 3^ nel Campionato dell’Italia Settentrionale e 2^ nel Girone Finale del Campionato Misto Serie A-B.
1946/47 Adotta il rango di società per azioni (S.p.A) nel 1947. 2^ in Serie A.
1947/48 3^ [18] in Serie A.
1948/49 4^ in Serie A.
1949/50 Vince il Campionato italiano di Lega.
1950/51 3^ in Serie A. Finalista di Coppa Rio (prima edizione ufficiale del Campionato Mondiale di Clubs della FIFA [23]).
1951/52 Vince il Campionato italiano di Lega. 3^ in Coppa Latina.
1952/53 2^ in Serie A.
1953/54 2^ in Serie A.
1954/55 7^ in Serie A.
1955/56 12^ [24] in Serie A.
1956/57 9^ in Serie A.
1957/58 Vince il Campionato italiano di Lega.
È la prima società italiana di calcio in centrare in bacheta dieci vittorie di campionati di lega, ricevendo per la prima volta la Stella d’Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
1958/59 3^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
1959/60 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince la Coppa Italia. Vince il Campionato di Martino.
1960/61 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
1961/62 12^ [25] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
1962/63 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa Delle Alpi.
1963/64 5^ [16] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa Città di Torino.
1964/65 4^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa della Amicizia Italo-Spagnola.
1965/66 5^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe.
1966/67 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere.
1967/68 3^ in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
1968/69 5^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
1969/70 3^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
1970/71 4^ in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere.
1971/72 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa UEFA.
1972/73 Vince il Campionato italiano di Lega. Finalista di Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni.
1973/74 2^ in Serie A. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni. Finalista [26] della Coppa Intercontinentale.
1974/75 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa UEFA.
1975/76 2^ in Serie A. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
1976/77 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA.
1977/78 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
1978/79 3^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
1979/80 2^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe.
1980/81 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di Finale di Coppa UEFA.
1981/82 Vince il Campionato italiano di Lega.
Riceve per la seconda volta la Stella d’Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio al centrare in bacheta venti vittorie di campionati di lega. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.

1982/83 2^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni. Vince la Coppa Super Clubs [27].
1983/84 Vince il Campionato italiano di Lega. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa delle Coppe.
1984/85 6^ [17] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa dei Campioni e la Supercoppa Europea [28].
È la prima società europea di calcio a centrare le tre principali coppe europee per clubs [29], ricevendo in riconoscimento la Targa UEFA (The UEFA Plaque) dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987.
1985/86 [30] Vince il Campionato italiano di Lega. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni. Vince la Coppa Intercontinentale.
È la prima società calcistica al mondo ad aver vinto tutte le coppe e campionati ufficiali per clubs a livello internazionale [7].
1986/87 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
1987/88 6^ in Serie A [31]. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
1988/89 4^ in Serie A. Eliminata nel 2° turno di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
1989/90 4^ [20] in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA.
1990/91 7^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe. Finalista della Supercoppa Italiana.
1991/92 2^ in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
1992/93 4^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
1993/94 2^ in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
1994/95 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince la Coppa Italia. Finalista di Coppa UEFA.
1995/96 2^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Vince la UEFA Champions League [32] e la Supercoppa Italiana.
1996/97 I Centenario di fondazione istituzionale della Juventus Football Club (Il Juvecentus). Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League. Vince la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale.
1997/98 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
1998/99 7^ [17] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Champions’ League. Finalista della Supercoppa Italiana.
1999/2000 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA. Vince la Coppa Intertoto [3].
2000/01 2^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Eliminata nella prima fase a gironi della Champions’ League.
2001/02 Vince il Campionato italiano di Lega. Finalista di Coppa Italia. Eliminata nella seconda fase a gironi della Champions’ League.
2002/03 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
2003/04 3^ in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
2004/05 1^ in Serie A ma il titolo viene revocato al club per illecito sportivo. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions’ League.
2005/06 1^ in Serie A [33] ma il titolo non viene assegnato al club, che viene retrocesso in Serie B, per illecito sportivo. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions’ League. Finalista della Supercoppa Italiana.
2006/07 1^ in Serie B (9 punti di penalizzazione), promossa in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2007/08 Stagione in corso.
Colori e simboli

Per approfondire, vedi la voce Colori e simboli della Juventus Football Club.
Lo stadio

Per approfondire, vedi le voci Stadio "Olimpico" di Torino e Stadio delle Alpi.


Lo stadio Comunale "Vittorio Pozzo", campo juventino dal 1933 al 1990.
Dopo i primi due anni (1897-1898) in cui la Juventus giocò al Parco del Valentino e al Parco Cittadella, le partite interne si svolsero allo Stadio Piazza d'Armi fino al 1908, a parte nel 1905, anno del primo scudetto, e nel 1906, anni in cui si giocò al Velodromo Umberto I.
Successivamente, dal 1909 al 1922, la Juventus giocò le sue gare interne al Campo di Corso Sebastopoli, per poi spostarsi dall'anno successivo e fino al 1933 al Campo di Corso Marsiglia, dove vinse 4 scudetti. Alla fine del 1933 iniziò a giocare al nuovo stadio "Benito Mussolini" (poi Stadio Comunale "Vittorio Pozzo" e infine Stadio "Olimpico" di Torino), inaugurato in vista dei Campionati Mondiali del 1934. In tale stadio giocò per 57 anni, fino al 1990, e vinse 17 scudetti, 8 Coppe Italia e 5 trofei internazionali (tra cui le tre principali coppe europee). Anche successivamente continuò ad allenarsi in questo stadio, fino a quando il Comune di Torino, nel 2003, lo cedette a titolo gratuito al Torino, affidando contemporaneamente il "delle Alpi" alla Juventus.


Lo Stadio "delle Alpi", campo di gioco juventino dal 1990 al 2006.
A partire dal 1990 e fino alla stagione 2005-06, ha disputato tutte le gare interne allo Stadio delle Alpi, costruito in occasione dei Mondiali di Calcio Italia 1990 (anche se in rarissime circostanze, ha preferito disputare alcuni incontri in altri stadi, quali il Dino Manuzzi di Cesena, il Giuseppe Meazza di Milano e il Renzo Barbera di Palermo). In tale stadio la Juventus ha vinto 5 scudetti. Attualmente lo stadio è in ristrutturazione: il progetto prevede un netto calo del numero di posti (da 67.000 a 40.600), ma con numerosi servizi in più, tra cui il museo del club, bar, ristoranti e piccoli palchi per le autorità. Nel frattempo, i bianconeri sono tornati a giocare nel glorioso "Comunale", ora con l'appellativo di stadio "Olimpico", dopo la ristrutturazione in occasione dei Giochi Olimpici del 2006, impianto capace di ospitare 27.168 spettatori.
Il 5 febbraio 2007 il Consiglio di Amministrazione (CdA) della Juventus Football Club ha di fatto approvato il progetto del nuovo stadio del club che sorgerà al posto dello Stadio delle Alpi [34], in attesa dei fondi del credito sportivo per una cifra di 100 milioni di euro (escluse le aree commerciali [35]). Il 6 febbraio tale progetto fu approvato dal Comune di Torino.
Il nuovo stadio, progettato dagli studi Gau e Shesa, coordinato per la progettazione dall’architetti Gino Zavanella ed Eloy Suarez e dai disegni dell’ingegnere Massimo Majoviecki, sorgerà su un’area di 50.000 mq (37.000 metri quadrati per lo stadio, 12.000 per le attività commerciali e 5.000 a disposizione per gli uffici) ed avrà una struttura quasi rettangolare, circondata da due semi-ellissi che ospiteranno le attività commerciali, i ristoranti e i bar [35]: alle tribune si accederà con delle specifiche passerelle inserite nei diversi settori dello stadio. Guardando invece i disegni in sezione, risaltano i palchi VIP, con affaccio direttamente sul prato.
Lo stadio, nell’area più a diretto contatto con il campo, avrà 40.600 posti, cifra calcolata sulla base dell’affluenza al delle Alpi negli ultimi anni: un po' di più dell’esigenza minima dettata dall’UEFA per eventi a livello internazionali, distribuiti in un unico invaso e non prevede la pista di atletica, come l'AOL Arena di Amburgo (Germania) e lo Stade de Suisse, allestito per Euro 2008 nella città di Berna (Svizzera).
Due significative novità riguardano la struttura esterna e la copertura. La prima sarà avvolta da una rete microforata che le permetterà, attraverso un sistema di proiezioni, di assumere colorazioni diverse a seconda delle ore del giorno e di ospitare scritte, video e immagini per essere «bianca e metallica di giorno, multicolore di notte». La copertura, in teflon trasparente, lascerà filtrare la luce all'interno dello stadio. L'inaugurazione è stata proposta per il 2009-10 [35].
Rosa 2007-2008

Portieri
1 Gianluigi Buffon
12 Emanuele Belardi
13 Jess Kedwell Vanstrattan
31 Cristiano Novembre
Difensori
2 Alessandro Birindelli
3 Giorgio Chiellini
5 Jonathan Zebina
14 Jorge Andrade
18 Jean-Alain Boumsong
19 Domenico Criscito
21 Zdeněk Grygera
28 Cristian Molinaro
33 Nicola Legrottaglie
Centrocampisti
4 Sergio Bernardo Almirón
6 Cristiano Zanetti
7 Hasan Salihamidžić
11 Pavel Nedvěd
8 Mauro Camoranesi
23 Antonio Nocerino
24 Ruben Olivera
30 Tiago
32 Marco Marchionni
Attaccanti
9 Vincenzo Iaquinta
10 Alessandro Del Piero(C)
17 David Trézéguet
20 Raffaele Palladino
Allenatore
Claudio Ranieri

Giovani aggregati dalla Primavera
34 Christian Pasquato (C)
35 Simone Esposito (C)
36 Luca Castiglia (C)
37 Marco Duravia (D)

Stagioni passate



Juventus F.C. – Archivio delle stagioni
1897/98 - 1898/99 - 1899/00 - 1900/01 - 1901/02 - 1902/03 - 1903/04 - 1904/05 - 1905/06 - 1906/07 - 1907/08 - 1908/09 - 1909/10 - 1910/11 - 1911/12 - 1912/13 - 1913/14 - 1914/15 - 1915/16 - 1916/17 - 1917/18 - 1918/19 - 1919/20 - 1920/21 - 1921/22 - 1922/23 - 1923/24 - 1924/25 - 1925/26 - 1926/27 - 1927/28 - 1928/29 - 1929/30 - 1930/31 - 1931/32 - 1932/33 - 1933/34 - 1934/35 - 1935/36 - 1936/37 - 1937/38 - 1938/39 - 1939/40 - 1940/41 - 1941/42 - 1942/43 - 1943/44 - 1944/45 - 1945/46 - 1946/47 - 1947/48 - 1948/49 - 1949/50 - 1950/51 - 1951/52 - 1952/53 - 1953/54 - 1954/55 - 1955/56 - 1956/57 - 1957/58 - 1958/59 - 1959/60 - 1960/61 - 1961/62 - 1962/63 - 1963/64 - 1964/65 - 1965/66 - 1966/67 - 1967/68 - 1968/69 - 1969/70 - 1970/71 - 1971/72 - 1972/73 - 1973/74 - 1974/75 - 1975/76 - 1976/77 - 1977/78 - 1978/79 - 1979/80 - 1980/81 - 1981/82 - 1982/83 - 1983/84 - 1984/85 - 1985/86 - 1986/87 - 1987/88 - 1988/89 - 1989/90 - 1990/91 - 1991/92 - 1992/93 - 1993/94 - 1994/95 - 1995/96 - 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 - 1999/00 - 2000/01 - 2001/02 - 2002/03 - 2003/04 - 2004/05 - 2005/06 - 2006/07 - 2007/08

Giocatori celebri

« o giocato nel Nancy perché è la squadra della mia città, nel Saint-Étienne perché è la squadra più forte di Francia, e nella Juventus perché è la squadra più forte del mondo. »
(Michel Platini, ex calciatore francese, in risposta a un giornalista rispetto alla sua carriera nel AS Nancy-Lorraine, nel AS Saint Étienne e nella Juventus FC e alla sua fedeltà alle squadre in cui ha giocato. Stadio Comunale Vittorio Pozzo di Torino, maggio 1987.)
Quello che segue è un sintetico elenco, suddiviso per epoche storiche, di alcuni dei più grandi giocatori che hanno vestito la maglia della Juventus FC.
▼ Espandi
I primi trent'anni di vita
▼ Espandi
Il Quinquennio d'Oro (1931-1935)
▼ Espandi
I campioni del mondo Italia 1934
▼ Espandi
I campioni olimpici 1936 e mondiali 1938
▼ Espandi
Gli anni 1940, 1950 e 1960
▼ Espandi
Il Ciclo Leggendario (1972-1986)
▼ Espandi
I campioni del mondo Spagna 1982
▼ Espandi
Gli anni 1986-1995
▼ Espandi
L'era Lippi (1995-1999)
▼ Espandi
Il XXI secolo
▼ Espandi
I campioni del mondo Germania 2006

N.B.
(CM) Campioni del mondo stranieri come giocatori juventini.
(CE) Campioni d'Europa come giocatori juventini.
(GP) Golden Player dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee.
Presidenti ed allenatori


I Presidenti della Juventus F.C.
1897-1898 - Eugenio Canfari
1898-1901 - Enrico Canfari
1901-1902 - Carlo Favale
1903-1904 - Giacomo Parvopassu
1905-1906 - Alfred Dick
1907-1910 - Carlo Vittorio Varetti
1911-1912 - Attilio Ubertalli
1913-1915 - Giuseppe Hess
1915-1918 - Gioacchino Armano, Fernando Nizza e Sandro Zambelli (Comitato Presidenziale di Guerra)
1919-1920 - Corrado Corradini
1920-1923 - Gino Olivetti
1923-1935 - Edoardo Agnelli
1935-1936 - Enrico Craveri e Giovanni Mazzonis
1936-1941 - Emilio de la Forest de Divonne
1941-1947 - Pietro Dusio
1947-1954 - Giovanni Agnelli
1954-1955 - Enrico Craveri, Nino Cravetto e Marcello Giustiniani (facenti funzioni)
1955-1962 - Umberto Agnelli
1962-1971 - Vittore Catella
1971-1990 - Giampiero Boniperti
1990-2003 - Vittorio Caissotti di Chiusano
2003-2006 - Franzo Grande Stevens
2006-oggi - Giovanni Cobolli Gigli

Gli Allenatori della Juventus F.C.
1923-1926 Jenő Károly
1927-1929 József Viola
1929-1930 George Ajtken
1930-1935 Carlo Carcano
1935 (int.) Carlo Bigatto I e Benè Gola
1935-1938 Virginio Rosetta
1938-1940 Umberto Caligaris
1940-1942 Federico Munerati
1942-1946 Felice Placido Borel II
1946-1947 Renato Cesarini
1948-1949 William Chalmers
1949-1951 Jesse Carver
1951 (int.) Luigi Bertolini
1951-1953 György Sárosi
1953-1955 Aldo Olivieri
1955-1957 Sandro Puppo
1957-1959 Ljubiša Broćić
1959 (int.) Teobaldo Depetrini
1959-1961 Renato Cesarini
1961 (int.) Carlo Parola
1961 (int.) Gunnar Gren e Július Korostelev
1961-1962 Carlo Parola
1962-1964 Paulo Amaral Lima
1964 (int.) Eraldo Monzeglio
1964-1969 Heriberto Herrera
1969-1970 Lùis Carniglia
1970 (int.) Ercole Rabitti
1970-1971 Armando Picchi
1971-1974 Čestmír Vycpálek
1974-1976 Carlo Parola
1976-1986 Giovanni Trapattoni
1986-1988 Rino Marchesi
1988-1990 Dino Zoff
1990-1991 Luigi Maifredi
1991-1994 Giovanni Trapattoni
1994-1999 Marcello Lippi
1999-2001 Carlo Ancelotti
2001-2004 Marcello Lippi
2004-2006 Fabio Capello
2006-2007 Didier Deschamps
2007 (int.) Giancarlo Corradini
2007- Claudio Ranieri

Palmarès (trofei riconoscuti da UEFA e FIFA)

Per approfondire, vedi la voce Palmarès della Juventus Football Club.
Competizioni nazionali
Campionati italiani di lega: 27[36] (record)
1905
1925/26[37]
1930/31
1931/32
1932/33
1933/34
1934/35
1949/50
1951/52
1957/58
1959/60
1960/61
1966/67
1971/72
1972/73
1974/75
1976/77
1977/78
1980/81
1981/82
1983/84
1985/86
1994/95
1996/97
1997/98
2001/02
2002/03
Coppe Italia: 9 (record)
1937/38 - 1941/42 - 1958/59 - 1959/60 - 1964/65 - 1978/79 - 1982/83 - 1989/90 - 1994/95
Supercoppe Italiane: 4
1995 - 1997 - 2002 - 2003
Competizioni internazionali[3]
Coppe Intercontinentali: 2
1985 - 1996
Seconda Classificata: 1973
Coppe dei Campioni - Champions' League: 2
1984/85 - 1995/96
Seconda Classificata: 1972/73 - 1982/83 - 1996/97 - 1997/98 - 2002/03
Coppe delle Coppe: 1
1983/84
Coppe Uefa: 3 (record)
1976/77 - 1989/90 - 1992/93
Seconda Classificata: 1994/95
Coppa Intertoto: 1[3]
1999/2000
Supercoppe Europee: 2[30]
1984 - 1996
Record e statistiche

Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche della Juventus Football Club.


Michel Platini, vincitore del Pallone d'Oro nel 1983, 1984 e 1985 con la Juventus.
Il Pallone d'Oro, trofeo individuale messo in palio dal periodico francese France Football è stato assegnato per otto volte a giocatori che all'epoca del riconoscimento militavano nella Juventus. I vincitori di tale trofeo sono stati Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), Michel Platini (1983, 1984 e 1985), Roberto Baggio (1993), Zinédine Zidane (1998) e Pavel Nedvěd (2003). Questo rappresenta un record, dato che nessun'altra squadra in Europa ha avuto tra le sue file un maggior numero di vincitori di questo trofeo. Fabio Cannavaro, vincitore del trofeo nel 2006 per le sue prestazioni nella squadra torinese e nella nazionale italiana durante la stagione 2005/06, fu acquisito dal Real Madrid nella stagione successiva. Da notare che tutti i calciatori d'origine italiana - con la sola eccezione del milanista Gianni Rivera - hanno vinto il trofeo durante la loro militanza nella Vecchia Signora.
Gaetano Scirea detiene il record di presenze con la maglia bianconera in partite ufficiali (552 partite dal 1974 al 1988). Giampiero Boniperti è il recordman di presenze con la Juventus in Serie A con 444 gare dal 1946 a 1961. Il capocanniere storico della Juventus è Alessandro Del Piero con 220 reti - a ottobre 2007 - in gare ufficiali dal 1993. Boniperti - capocannoniere della Signora fino al 2006 - è il secondo giocatore bianconero per numero di reti (182 in 460 gare).
Le 31 reti di Felice Placido Borel II in 34 gare del campionato nazionale 1933/34 sono il record della società in uno stesso campionato di calcio di Serie A. L'ungherese Ferenc Hirzer, insieme a Gunnar Nordahl, è il giocatore ad aver segnato più reti in una stessa stagione della massima serie con le sue 35 reti in 26 gare nel Campionato Federale 1925/26. Il calciatore argentino Omar Sivori è, insieme a Silvio Piola, l'unico calciatore nella storia del campionato a girone unico che segnò 6 reti in una stessa partita (Juventus Inter 9-1, nella ventottesima giornata del campionato di Serie A 1960/61).
La vittoria con la maggior differenza reti in una gara ufficiale nella storia bianconera è stata per 15-0, fuori casa, contro il Cento nel secondo turno della Coppa Italia 1926/27. La vittoria con la maggior differenza reti della Vecchia Signora in un campionato di calcio italiano, dalla sua prima partecipazione nel 1900, è stato un doppio 11-0: contro la Fiorentina e contro il Fiumana, rispettivamente nella seconda e nella sesta giornata del Campionato Federale 1928/29.
Le sconfitte con la maggior differenza reti nella storia della Juventus sono state contro il Milan, 1-8 nella tredicesima giornata del Campionato Federale 1911/12, e contro il Torino FC 1906, 0-8 nella terza giornata del Campionato Federale 1912/13.
La Juventus e la nazionale italiana

Per approfondire, vedi la voce Nazionale di calcio dell'Italia.


Sandro Pertini con Zoff, Causio e Bearzot, di rientro dal campionato del mondo 1982, giocano una partita di Scopone scientifico in aereo.
In assoluto la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale italiana e, in particolare, in occasione delle quattro vittorie nel campionato del mondo del 1934, 1938, 1982 e 2006 (che avvennero in coincidenza con grandi epoche vincenti della società, soprattutto i mondiali del 1934 e del 1982).
Il primo giocatore della Juventus che indossò la maglia della nazionale fu il portiere Giovanni Giacone, il 28 marzo 1920, a Berna contro la Svizzera. La partita finì 3-0 per la Svizzera.
I nove giocatori della Juventus divenuti campioni del mondo nel 1934 furono il portiere (e capitano) Combi, G. Ferrari, Monti, Orsi e Bertolini tra i titolari, Rosetta, Borel II, Caligaris e Varglien I tra le riserve.
Due giovanili juventini, Foni e Rava, vinsero anche il torneo olimpico di calcio a Berlino nel 1936 e il campionato del mondo 1938.
I giocatori juventini impiegati da Enzo Bearzot in Spagna per il campionato del mondo 1982 furono il portiere (e capitano) Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi (che vinse la classifica marcatori del torneo).
Nel 2006, agli ordini di Marcello Lippi, gli juventini che sono diventati campioni del mondo in Germania sono stati Buffon, Zambrotta, F. Cannavaro (capitano), Camoranesi e Del Piero.
Franco Causio, pur avendo giocato per lungo tempo nella Juventus, divenne campione del mondo 1982 durante la sua militanza nell'Udinese.
Non mancano, ovviamente, i giocatori di indiscusso valore tecnico che hanno militato in Nazionale pur non avendo mai vinto il campionato del mondo, come ad esempio Roberto Baggio, Pietro Anastasi (vincitore di un Campionato d'Europa nel 1968), Romeo Benetti, Salvatore Schillaci (che vinse la classifica marcatori del campionato del mondo 1990) o Roberto Bettega (che non poté partecipare al campionato del mondo 1982 a causa di un infortunio riportato nel novembre 1981 in uno scontro con il portiere dell'Anderlecht, Jacky Munaron, in Coppa dei Campioni).
Tra gli stranieri campioni del mondo al momento della loro militanza nella Juventus, il più famoso è certamente il francese Zinédine Zidane (1998); ma sono da ricordare anche Platini (1984) e Deschamps (2000) (quest'ultimo anche campione del mondo insieme a Zidane nel 1998), divenuti campioni d'Europa con la nazionale francese mentre militavano nella Juventus.
La Signora è, in assoluto, la squadra che vanta il maggior numero di giocatori che abbiano vinto almeno un'edizione del campionato del mondo con 24 giocatori (di cui 22 sono italiani[38]). Limitatamente alla sola nazionale italiana, i giocatori della Juventus convocati furono 9 nell'edizione 1934, 2 nel 1938, 6 nel 1982 e 5 nel 2006.
Partite storiche

Per approfondire, vedi la voce Partite storiche della Juventus Football Club.
Dalla sua prima partecipazione al Terzo campionato italiano a gironi, nel lontano 1900, ci sono alcuni incontri della Juventus FC che sono rimasti negli annali, sia per il risultato, sia per il livello calcistico osservato, sia per il rendimento della squadra e/o di un calciatore in particolare, sia per il prestigio dei tornei a livello nazionale e/o internazionale e la fase raggiunta dalla squadra.
La prima gara ufficiale:
III Campionato Federale di Calcio, primo turno, prima giornata
Domenica 11 marzo 1900
FC Torinese 1 - 0 FC Juventus Campo Piazza d’Armi, Torino
Ore 15:30
Arbitro: Jourdain
Marcello Colongo
Struttura societaria



Gianni Agnelli, presidente della Juventus FC dal 1947 al 1954.
Dal 1947, sotto la presidenza di Giovanni Agnelli, la Juventus Football Club è una società per azioni. Attualmente il sessanta per cento del totale del pacchetto azionario è detenuto dalla finanziaria IFIL Investment S.p.A, la holding proprietà della Famiglia Agnelli [39] atraverso della società Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a [40]. Il resto del pacchetto azionario è detenuto da Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) per il 7,5% [39] e da altri azionisti per il 32,5% [39].
A partire dal 3 dicembre 2001 la società è quotata sul listino della borsa italiana [41] (codice ISIN: IT0000336518 - codice alfanumerico: JUVE) e attualmente è una delle tre società italiane di calcio quotate in borsa - tutti membri del segmento STAR - insieme alla Lazio e la Roma.
La Vecchia Signora è anche uno dei membri fondatori del G-14, associazione dei diciotto club calcistici europei più importanti, influenti e prestigiosi consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte all’UEFA e alla FIFA.
Organigramma della società
▼ Espandi
Staff attuale dell'area amministrativa

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Staff attuale dell'area sportiva

Sponsor tecnici ed ufficiali
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Cronologia degli sponsor tecnici

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Cronologia degli sponsor ufficiali

Curiosità

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Per approfondire, vedi la voce Curiosità sulla Juventus Football Club.
Tifosi

Per approfondire, vedi la voce Tifoserie della Juventus Football Club.
« a Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi. »
(Mario Sconcerti, giornalista italiano di La Stampa e opinionista di SKY Sport, 8 gennaio 2007[42].)
I tifosi della Juventus Football Club sono più di dieci milioni in Italia, cifra record (28% delle preferenze) secondo un sondaggio nel Agosto 2007 dell'istituto giudato di Demos scatta pubblicato dal giornale La Repubblica [8]. La squadra torinese, inoltre, è una delle squadre col maggior numero di sostenitori al mondo [9] - più di ventuno milioni solo in Europa [43] - con associazioni di tifosi nel Canada, Stati Uniti, Malta, San Marino, Svizzera, Germania, Regno Unito, Iran, Israele e Vietnam per citare solo alcuni paesi [44] con un importante numero di emigranti italiani [45].
Nell’ambito nazionale, la squadra bianconera - tradizionalmente, la più trasversale del paese dal punto di vista territoriale e demografico[8] - è anche molto popolare nelle regioni meridionale e insulare[10], risultando così una delle compagini col maggior seguito di sostenitori nelle partite in trasferta.
Politicamente, il tifo organizzato è schierato su posizioni di destra al pari di quasi tutta la tifoseria calcistica nel paese.
La tifoseria juventina è gemellata con quelle dell’Avellino, l’ADO Den Haag olandese e il Legia Varsavia polacco, mentre le rivalità più accese sopravvivono con l’Inter (vedi Derby d'Italia), il Torino (vedi Derby della Mole), il Milan, la Fiorentina e la Roma. Curiosamente le presenze casalinghe del tifo juventino allo stadio arrivano all'apice, intorno all'esaurimento dei posti, quando ci sono le sfide con le rivali storiche prima indicati.
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Tifosi juventini famosi

L'impegno in campo sociale

La Juventus Football Club partecipa attivamente nel campo sociale e degli aiuti umanitari. Con il programma "Fatti e Progetti per i Giovani", la società torinese aiuta a migliorare le condizioni di vita e di studio dei giovani in patria [46] attraverso della creazione di un 'Centro di Accoglienza' per extracomunitari minorenni ed ospitare mamme in difficoltà, l'assegnazione - in collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università di Torino - di 10 borse di studio alla memoria di Giovanni Alberto Agnelli e l'appoggio ed il sostegno alle attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro [46]. Inoltre, la società bianconera partecipa, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino, nel progetto "Crescere insieme al Sant'Anna" [47], il programma di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell'Ospedale Sant'Anna [47].
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11 Commenta:

DR.HOUSE ha detto...

ciao:), grazie di essere passato dal mio blog. ok, ti volevo dire che accetto lo scambio link...ti ho già aggiunto, dovresti essere in cima alla lista dei siti amici. ti aspetto ancora sul mio blog :P ...per favore fammi sapere quando hai inserito il link al mio blog...ultima cosa: complimenti per il blog, veramente. a presto:)
http://drhouse92.blogspot.com/

Daly ha detto...

Ciao bel blog...in quanto non sono fan della juve (perchè non ne capisco niente di calcio e tifo solo l'Italia) non so davvero come commentarti questo intervento...però del tuo blog la cosa che mi ha attirato di più è stata la citazione di Beppe Grillo: "Combattere una battaglia è bello. Che si perda o che si vinca rimane il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente. Toglie linfa al nostro organismo. Le battaglie è meglio vincerle, certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più dell’avversario. In Italia è complicato, i nemici sono inestricabili, così integrati con la realtà da confondersi con essa." é davvero bella...complimenti per la scelta e per tutto il blog=) ti mando un grosso bacio Daly

Alessandro P. ha detto...

ma un link diretto a wikipedia nn era meglio?
io non tifo per nessuna squadra, trovo il tifo pericoloso e discutibile...
il calcio per me andrebbe giocato non guardato in tv o allo stadio ma non è di quello che ti bvolvo parlare.

Guarda cjhe il mio post da linkare NON è www.paesaniniteach.blogspot.com che è un blog didattico che deve restare apolitico ma www.paesaniniland.blogspot.it
ti dico questo perché mi hai lasciato un commento sull'ultimo post di quel Blog...
correggi il link quindi per favore.
Grazie e buona partita! ^_^

Nicola Andrucci ha detto...

Ti ho linkato sul mio blog. ciao Nicola

Matteo L. ha detto...

Linkato. Grazie a te!

BaroneB. ha detto...

SALUTI!
SEI STATO AGGIUNTO SU "LINKAKETILINKO"..
MI RACCOMANDO NON DIMENTICARE DI LINKARMI...A PRESTO

SALUTI E IN BOCCA AL LUPPOLO
BaroneB.

Andrea ha detto...

Ciao, dopo questo post.. ti vado a togliere dalla list di blog amici e farò la lista dei blog nemici!
Scherzo, il calcio non mi piace, preferisco il rugby!
ciao a tutti e buona Domenica!
www.civitaweb.blogspot.com

Giò ha detto...

Ciao, sono molto contento di scambiare il link... visto che tra juventini di si intende! Il Giorgino http://gio505.blogspot.com/

gianluca ha detto...

vi ho linkati tutti

manfred ha detto...

Giacomo e manfred ti hanno linkato, ora tocca a te

giacomodettorre.blogspot.com

guyatrekking-manfred.blogspot.com

tra parentesi Giacomo Sampdoria

ma Manfred JUVENTINO DOC

lozz ha detto...

ciao..ti ho linkato..forza inter!!

http://giovagiuri.blogspot.com